Corsara

In corso d'opera

Giacomo Vitale - Superyacht Corsara – Progetto Renato Levi e Sergio Pininfarina

Nel 1970 Renato “Sonny” Levi progettò, su specifica ordinazione, una barca dai contenuti tecnologici eccezionali, lunga 14,80 m f.t. e motorizzata con due CRM da 1350 HP cadauno. La potenza complessiva istallata su questa barca da circa 15 m di lunghezza era di 2700 HP ed il rapporo peso potenza era di 56 HP per piede (1 piede = 30,48 cm). La barca aveva un dislocamento leggero di circa 17 tonnellate a vuoto, mentre a pieno carico arrivava a 21,25 tonn., quindi il rapporto peso potenza risultava essere 158 HP per tonnellata. Costruita dai Cantieri Delta di Anzio e chiamata Corsara. Varata nel mese di aprile del 1971, dimostrò subito di essere la barca da diporto diesel più veloce del momento, con i suoi 51 nodi di velocità massima, dotata di ogni confort, aveva una velocità di crociera di 40 nodi, con una grande tenuta anche in mare formato ed un’autonomia di circa 350 miglia. Lo scafo fu realizzato a forma di Delta, mentre le strutture erano in legno. La scocca fu stampata a freddo in lamellare di mogano a pezzo unico dalla cinta, senza interuzioni per lo spigolo, fino alla chiglia. Spigolo e pattini longitudinali furono applicati dall’esterno, metre il ponte era altrettanto in lamellare, ma sprovvisto di bagli. Lo scafo aveva strutture portanti longitudinali eccetto i basamenti dei motori che avevano sezione cava scatolata all’interno. tutte le giunture furono rinforzate con tessuto in fibra di vetro e resine epossidiche. La motorizzazione era data da due motori CRM a 18 cilindri che incorporavano anche un moltiplicatore ciascuno permettendo alle due eliche di girare a 3000 rpm. La ditta costrutrice delle eliche del tipo supercavitante realizzate in lega di alluminio nichel era S.B.M. di Monza (MI). Novità interessante fu la disposizione esterna a partire dalla sesta ordinata di calcolo fino alla poppa, dei tubi di scarico completi anche dei relativi silenziatorie racchiusi in uno scatolato appositamente sagomato. Questa scelta fece risparmiare molto spazio all’interno dalla sala motori con dei vantaggi relativi alla sezione planante che a poppa ed a bassa velocità risultava così incrementata, con gli evidenti vantaggi. Infine le due scatole laterali avevano anche la funzione di ridurre il rollio accentuato in porto delle carene con diedro pronunciato alla sezione di poppa. La soluzione adattata permise alla barca da 17 tonn dotata di motori diesel, di diminuire notevolmente il tempo di planata ed anche il fenomeno di notevole incremento dell’angolo di incidenza prima di entrare in planata. La diminuzione di questo fenomeno è molto importante perchè diminuisce la scarsa visibilità verso prua dello scafo prima di entrare in assetto di planata e quindi riabbassare la prua, riducendo l’angolo di incidenza. In tutta la realizzazione della barca fu posta la massima attenzione dalla ditta specializzata Muller BBN Gmbh di Monaco in Germania, incaricata di insonorizzarla, contribuendo in modo determinante all’abbassamento del livello di rumore generale ed assicurando un confort eccezionale tramite pannelli fono assorbenti posti nelle paratie ed in altre superfici.

Le sovrastrutture dell’imbarcazione Corsara erano molto ben bilanciate e piacevoli all’occhio poichè realizzate da un maestro d’eccezione dello styling internazionale, Sergio Pininfarina, conferendo alla barca un profilo aerodinamico “molto pulito” e funzionale. Pininfarina approntò un certo numero di proposte per la console degli strumenti e quello scelto era piacevole e bello per la sua semplicità. Le vernici che garantivano una particolare eleganza a questa barca furono fornite dalla ditta Veneziani di Trieste. Un generatore da 5 Kw garantiva la necessaria energia per assicurare tutti i servizi di bordo riguardanti: frigorifero, piastre elettriche della cucina, acqua fredda e calda,l’aria condizionata, impianto stereo, ecc..

Questa barca fu realizzata in un unico esemplare.